Guida pratica su come ottenere il codice CIN per affitti brevi 2025

Dal 2025 entra in vigore l’obbligo per tutti gli host e i gestori di case vacanza e B&B di richiedere e utilizzare il codice CIN (Codice Identificativo Nazionale). Si tratta di un passo importante per regolamentare il mercato delle locazioni turistiche e garantire maggiore trasparenza.

In questa guida pratica ti spieghiamo cos’è il CIN, a cosa serve e come ottenerlo per i tuoi affitti brevi.

Cos’è il codice CIN

Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice univoco attribuito a ogni struttura ricettiva o immobile destinato a locazioni brevi. Serve a identificare in modo chiaro l’alloggio presso le autorità competenti e deve essere esposto in tutte le comunicazioni ufficiali, comprese le inserzioni online su portali come Airbnb e Booking.

Perché è obbligatorio dal 2025

L’introduzione del CIN per gli affitti brevi ha tre obiettivi principali:

  • contrastare l’abusivismo e l’offerta irregolare,
  • tutelare i viaggiatori, garantendo maggiore sicurezza,
  • uniformare le normative regionali con una regola nazionale unica.

Dal 1° gennaio 2025 chi non espone il CIN rischia sanzioni amministrative che possono arrivare a diverse migliaia di euro.

Come ottenere il codice CIN per affitti brevi 2025

La procedura per ottenere il codice CIN è relativamente semplice e si svolge online:

  1. Accedi al portale nazionale del Ministero del Turismo (attivo già da fine 2024).
  2. Compila la domanda indicando i dati del proprietario e dell’immobile (ubicazione, tipologia, numero di stanze e posti letto).
  3. Allega i documenti richiesti, tra cui la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata al Comune.
  4. Ricevi il CIN: il codice sarà assegnato in formato digitale e dovrà essere riportato in tutte le inserzioni, sul sito personale e nella comunicazione agli ospiti.

In attesa della piena operatività del portale nazionale, alcune Regioni potrebbero continuare a utilizzare i propri codici identificativi locali.

Dove va indicato il CIN

Una volta ottenuto, il codice CIN deve essere sempre ben visibile in:

  • annunci pubblicati sui portali OTA (Airbnb, Booking, Vrbo, ecc.),
  • siti web personali o agenzie,
  • contratti di locazione breve,
  • ricevute o fatture rilasciate agli ospiti.

Collegamento con tasse e adempimenti fiscali

L’obbligo del CIN si integra con gli altri adempimenti legati agli affitti turistici:

  • riscossione e versamento della tassa di soggiorno al Comune,
  • registrazione degli ospiti al Portale Alloggiati Web della Polizia di Stato,
  • invio dei dati ISTAT sulle presenze turistiche.

Come semplificare la gestione degli affitti brevi

Ottenere il codice CIN è solo uno dei tanti passaggi per essere in regola. La vera sfida per gli host è gestire in modo efficace tutte le attività: prenotazioni, check-in, comunicazioni con gli ospiti, tasse e scadenze burocratiche.

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Conclusione

Dal 2025 il codice CIN per affitti brevi diventa obbligatorio per tutti i proprietari e gestori. Ottenere il codice è un passaggio semplice, ma fondamentale per lavorare in regola ed evitare sanzioni.

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